L’ultima avventura dell’Alligatore, questa volta alle prese con un’indagine pericolosa che lo trascinerà nei meandri torbidi dell’ambiente sadomaso. Un mondo a parte, dove si aggirano predatori come il maestro di nodi, pronti a colpire i più deboli con inaudita violenza.
Poliziotti i due investigatori protagonisti della storia, poliziotti i criminali catturati, questo libro è un “real thriller”, un poliziesco “dal vero” dove vengono svelati dall’interno tutti i segreti di un’indagine. E’ il racconto di come due detective dal fiuto straordinario, l’ispettore capo Luciano Baglioni e il vice sovrintendente Pietro Costanza, si siano trovati soli a lottare contro una banda di uomini spietati considerati imprendibili. E’ la storia delle mille peripezie e stratagemmi messi in atto dai due protagonisti per muoversi all’interno di un vero e proprio incubo: la banda della “Uno Bianca”.
E’ accaduto in un programma televisivo in Belgio. Un presentatore non riesce a smettere di ridere sulle disgrazie del povero Valair che a causa di un episodio di malasanità ha subito danni sia alle corde vocali che ai testicoli. La carriera del presentatore è terminata in quella tragica serata…Chissà cosa sarebbe successo se avesse fatto la stessa cosa in Italia!!!
Questo è il mio primo tentativo di sviluppo in C# .Net di una applicazione che permetta di applicare la tecnica del pomodoro senza l’ausilio di carta e penna. In un file di testo verranno salvati tutti i pomodori della giornata riportando nome dell’attività e orario di inizio/fine del pomodoro. Questo è solo l’inizio, ma presto diventerà molto più professionale e implementerò nuove funzionalità. Per il momento è tutto in fase embrionale. Buon pomodoro a tutti.
L’Italia delle città e delle strade, una poliziotta determinata, un ragazzo che intercetta per caso il messaggio sbagliato, un assassino di professione. Tre solitudini si intrecciano in una caccia all’uomo.
Gigi è l’elegante, affascinante padrone del ristorante per gourmet Chez Momò, a Cagliari. Al riparo di piatti salutisti e raffinati, guadagna soldi riciclando e smistando partite di cibo avariato in ogni angolo del pianeta. Cibo che va nei discount, dove è costretto a fare la spesa chi non può andare tanto per il sottile. O nelle mense dei poveri. Tutto va bene nella sua vita infame, fino a che qualcosa non si blocca nell’ingranaggio. Qualcosa che è legato al passato di traditore di Gigi. E inizia una discesa nell’abisso, senza nessuna esclusione di colpi.
Solitario, asociale, sempre a caccia di cibo, sesso e denaro, Lupo è il protagonista di questo viaggio negli inferi di una qualunque città italiana: quel mondo oscuro, parallelo, sordido o patetico che spesso sfioriamo senza neanche rendercene conto. Un personaggio controverso e irresistibile, capace di esplosioni di violenza estrema ma anche di sprazzi di ironia e umorismo, con uno sguardo da monello stagionato che ce lo rende simpatico fin dalle prime battute. L’odissea di Lupo comincia con un coltello a serramanico trovato in un prato vicino a una mensa di carità, ruota attorno a un pacco pieno di banconote che passa da una mano all’altra e si conclude in modo imprevedibile, in una svolta finale tinta di giallo. Dai bivacchi del “popolo dei rifiuti” all’ospedale psichiatrico, dal carcere alle orge sataniste, dalle fungaie sotterranee ai combattimenti clandestini di uomini e di animali, il protagonista è preda e predatore al tempo stesso, sempre in fuga e sempre all’attacco, in cerca di un rifugio o di un pasto, con una presenza minacciosa alle spalle e il traguardo sempre troppo distante. Tutt’intorno, una fetta di umanità dolente, inquietante o minacciosa: piccola malavita, senzatetto, laidi primari ospedalieri, professionisti dalla doppia o tripla vita. Una storia a tinte forti raccontata con un linguaggio efficace, diretto, senza eufemismi né compiacimenti. Una storia che parla di fame, freddo, agguati, inganni, scontri sanguinosi, perversioni di ogni genere ma che offre anche inaspettati spunti poetici.
Chi ha cercato di uccidere l’ispettore capo Lanza del commissariato di Quarto Oggiaro? L’ispettore Michele Ferraro è alle prese con uno dei più difficili casi che gli siano mai capitati. Perché in quella periferia milanese dove tutti si conoscono sta succedendo qualcosa di grosso, situazioni che si affrontano con la “morte nel cuore”.
Tre uomini, l’ultimo colpo, l’ultima occasione. Condannato due volte per crimini vari, Eddie Bunker scopre in carcere di non essere un criminale che diventa scrittore, ma uno scrittore che una volta e stato criminale. E questo libro esprime al meglio lo scrittore Bunker: nessun romanticismo, nessun eroe in cerca di redenzione, ma un freddo naturalismo, un’agghiacciante descrizione di meccanismi ben conosciuti dall’interno. Cane mangia cane racconta di tre uomini e del destino che li lega, fin dagli anni del riformatorio. Tre figure indimenticabili: Charles (“Diesel”) Carson, Gerald (“Mad Dog”) McCain, e Troy Cameron, dai primi due idolatrato, criminale consapevole, lucido e spietato come un animale da preda, che vede con inquietudine il suo territorio di caccia minacciato dalle nuove gang dei ghetti di Los Angeles, che non riconoscono le sue regole. Il crimine come mestiere con un suo senso dell’orrore e una lucida ma folle passione, dalla quale, se fai parte dell’underworld, e inutile anche solo tentare di uscire.